L'Accademico Quagliariello: "La Scienza viene deificata"

L’Accademico Quagliariello: “La Scienza viene deificata”

Confronto con il Cardinal Ruini nel libro: “Un’altra libertà”.

Sarà nelle librerie giovedì 20 febbraio il libro “Un’altra libertà” di Camillo Ruini e Gaetano Quagliariello, in cui il Cardinale e il politologo si confrontano sul tema dell’etica e della scienza.

Emerge una visione comune tra gli autori che partono da posizioni personali molto diverse, ma che convergono sulla necessità di recuperare un forte senso etico per la tutela stessa della vita umana.

In pratica la conclusione porta alla rivelazione che scienza e progresso non sono valori assoluti.

Il Corriere della Sera ha presentato un’anteprima-annuncio del libro, nella quale si scorge una dichiarazione molto interessante da parte di Quagliariello.

L’Accademico sottolinea le accezioni pessimistiche sulla vita in relazione all’eutanasia che tende ad essere rivendicata come diritto di libera scelta. I casi in cui viene invocata sono infatti riconducibili a “stati vegetativi”, malati terminali, disabili gravi e addirittura a bambini nati con gravi handicap.

La posizione di Quagliariello

Il politologo si sofferma sugli aspetti filosofici, ma anche su quelli pratici, indagando sulla valenza e sull’interpretazione della scienza e della tecnologia.

Non vorrei esasperare il dato pessimistico sulla situazione del nostro tempo, ma a me pare che lo stesso atteggiamento nei confronti del progresso scientifico presenti ampi tratti di contraddittorietà, e le contraddizioni tendono sempre ad orientarsi in senso contrario alla vita, alla persona e alla sua integrità. Sul piano antropologico, l’impressione è che lo sviluppo della tecno-scienza non sia inteso come conoscenza e applicazione al servizio dell’uomo, ma come frontiera sempre più avanzata nella pretesa di rimuovere l’imperfezione, fino al punto di superare l’umano e giungere al post-umano. Con conseguenze che rasentano la schizofrenia: la scienza viene quindi deificata in funzione di se stessa, non considerata in quanto attività dell’intelletto umano al servizio della persona e in questo modo finisce per colpire l’uomo come se ne fosse non “soggetto-attore” ma oggetto astratto e passivo fruitore (…). Al fondo, l’idolatria del progresso accompagna l’ideologia del perfettismo che rischia di determinare un regresso spaventoso per l’umanità“.

Iscritto in giovane età al Partito Radicale, Gaetano Quagliariello, ne fu Segretario cittadino di Bari e poi Vice Segretario nazionale. Lasciò il partito nel 1981. È ordinario di Storia dei Partiti Politici presso l’Università Luiss di Roma e pubblicista. È stato Ministro per le Riforme Costituzionali col  governo Letta. Ha aderito recentemente al movimento Cambiamo!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*